giovedì 31 marzo 2011

Le mani sugli occhi

"Le mani sugli occhi" di Ugo Barbàra (Piemme)

Vittorio Tanlongo sa cosa si prova. Conosce il senso di onnipotenza di chi legge dentro i sogni, le avidità, le frustrazioni degli altri. Titolare di un avviato studio legale per i più, abilissimo faccendiere per i pochi che hanno potuto permettersi i suoi servigi, ha assaporato il sottile piacere del burattinaio che tira i fili ed è maestro nel condurre gli affari, ora allettando e corrompendo, ora invece truffando, minacciando, ricattando.

Ma dopo un grosso colpo per il quale ha rischiato di perdere tutto, Tanlongo con quella vita ha chiuso ed è sparito per qualche anno. Ora che è tornato, sua moglie Elisa, i suoi tre bambini e la villa seminascosta sul lago di Bracciano sono il suo unico orizzonte. Ma il passato non dimentica. Alcuni russi che aveva saputo servire bene lo hanno rintracciato e pretendono che lavori di nuovo per loro. Non c’è spazio per un rifiuto: hanno eliminato Teo, il suo braccio destro, e prendono in ostaggio la sua famiglia.

Ci sono di mezzo trenta miliardi in bond americani sequestrati alla frontiera con la Svizzera e un’inchiesta condotta da un magistrato, Federica Assioli, che è anche l’unica donna che Vittorio abbia mai amato prima di sua moglie. L’unica che, come sua moglie, non vorrebbe ingannare. Ma la posta in gioco non sono più il denaro, il successo, il potere: la posta in gioco ora è la vita.

Senza possibilità di scelta, Vittorio comincia a imbastire la sua commedia. Solo che questa volta anche lui è un burattino, e la commedia rischia di farsi tragedia già al secondo atto.


Ugo Barbàra ha 41 anni e vive a Roma, dove è a capo della redazione New Media dell'agenzia giornalistica AGI. Ha pubblicato con la casa editrice Piemme i romanzi Desidero informarla che le abbiamo trovato un cuore, La notte dei sospetti, Il corruttore, finalista al Premio Scerbanenco, e In terra consacrata, ispirato alla scomparsa di Emanuela Orlandi, candidato al Premio Strega 2009, vincitore del Premio Alziator e finalista al Premio Scerbanenco. Il racconto L'Avaro è stato pubblicato nell'antologia Seven, curata per Piemme da Gian Franco Orsi. Scrive progetti e sceneggiature per il cinema ed è autore del film sulla strage di Via D'Amelio Gli angeli di Borsellino. Ha una cattedra di scrittura creativa all'Università La Sapienza di Roma ed è co-fondatore del progetto "To report"

martedì 29 marzo 2011

365 Racconti Horror per un anno

"365 Racconti Horror per un anno" a cura di Franco Forte (Delos Books)

Dal 15 maggio sarà disponibile "365 Racconti Horror per un anno" a cura di Franco Forte, una raccolta di 365 racconti horror selezionati fra migliaia che hanno partecipato alle selezioni sul forum della Writers Magazine Italia.

Dopo il successo di "365 Racconti erotici per un anno" l'esperimento della Delos Books  è riuscito anche questa volta, confermando che in Italia esistono autori di grande valore, capaci di esprimersi in più generi letterari a una qualità che non ha nulla da invidiare a quella dei maestri anglosassoni.


Nell'antologia, oltre a decine di autori al loro esordio letterario, anche un gruppo di scrittori professionisti di primissimo piano, che hanno dato il loro contributo a quest'altra pietra miliare della letteratura breve del nostro Paese:  Alan D. Altieri, Danilo Arona, Cristiana Astori, Barbara Baraldi, Alfredo Castelli, Patrizia Debicke, Graziano Diana, Stefano Di Marino, Giulio Leoni, Enrico Luceri, Mauro Marcialis, E. & M. Martignoni, Giancarlo Marzano, Novelli & Zarini, Marilù Oliva, Alda Teodorani, Dario Tonani, Andrea Villani.

Segnaliamo anche la massiccia rappresentanza nell'antologia della redazione di Nero Cafè: Alessandro Manzetti (Lo Specchio di Frill), Laura Platamone (Tanti auguri) Daniele Picciuti (Nere acque) e Marco Battaglia (Vento cattivo)

sabato 26 marzo 2011

XVII Trofeo Rill

Sono aperte sino al 15 aprile 2011 le iscrizioni per il XVII Trofeo RiLL per il miglior racconto  fantastico curato dall'associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare. Il Trofeo RiLL è un concorso per racconti brevi di genere fantastico, inteso nel senso più ampio del termine.Possono partecipare storie fantasy, di fantascienza, horror e, in generale, opere di ogni tipo, purche´ si pongano per trama e/o personaggi al di là del "reale" e del "verosimile".

La cerimonia di proclamazione dei vincitori avrà luogo nell’autunno 2011, all’interno della manifestazione Lucca Comics & Games. L'autore del racconto vincitore riceverà in premio la somma di 250 euro e il suo racconto verrà inoltre pubblicato sulla rivista Prospektiva. Il racconto secondo classificato sarà invece ospitato sulla e-zine Anonima Gidierre.

Il Comitato Promotore si impegna a curare la stampa di un volume con i migliori lavori o a cercare altre fanzine e riviste interessate a pubblicarli. Le riviste La Vallisa e Tangram, in particolare, si riservano di scegliere fra i premiati uno o più racconti da ospitare sulle proprie pagine. I responsabili della casa editrice Il Foglio, inoltre, si riservano di pubblicare su propri volumi uno o più racconti giunti nella rosa finalista.

La quota di iscrizione al XVII Trofeo RiLL è di 10 euro per ciascun racconto inviato, i racconti presentati non dovranno superare i 21600 caratteri, spaziature tra parole incluse. Per maggiori informazioni sul premio rimandiamo al sito di Rill, Riflessi di Luce Lunare

Dal 2003 RiLL ha curato otto antologie di racconti fantastici "dal Trofeo RiLL e dintorni": la collana "Mondi Incantati", pubblicata dalla Nexus Editrice e patrocinata dal Comune di Lucca e dalla manifestazione internazionale Lucca Comics & Games. Il volume più recente è "Riflessi di Mondi Incantati" (2010), che contiene diciannove racconti, opera di autori premiati al Trofeo RiLL e di scrittori membri della giuria.Tutti i partecipanti al XVII Trofeo RiLL riceveranno copia omaggio dell´antologia.

giovedì 24 marzo 2011

Corpi di scarto

"Corpi di scarto" di Elisabetta Bucciarelli (Edizioni Ambiente -VerdeNero)

Iacopo detto Iac, adolescente cresciuto troppo in fretta, vive tra la casa della madre e i bordi di una grande discarica. Accanto a lui il fratellino Tommi e l’attraente Silvia, ragazza perbene scontenta del proprio corpo. Iac conosce la discarica fin nei minimi dettagli, è una risorsa, un punto di partenza, dove trovare tutto quello che gli serve per sopravvivere e sognare. Intorno a lui si muove un gruppo di esistenze abbandonate tra cui il turco Saddam, il nero Argo e l’italiano Lira Funesta, scarti umani non privi di una loro particolare dignità.

Mentre la vita in discarica procede secondo ritmi collaudati e fuori il caos emotivo delle esistenze normali cerca un equilibrio, il “male” prende il sopravvento. Comportamenti all’apparenza inoffensivi e accumulo di pratiche abusive provocano un episodio drammatico che coinvolgerà profondamente Iac. Corpi di scarto è un apologo su una società che vive il suo declino disseminato di rovine, siano esse di cemento o di brandelli di carne, di siringhe infette o di sentimenti avariati. Ma soprattutto di indifferenza e superficialità colpose


Elisabetta Bucciarelli, vive e lavora a Milano. Ha scritto per il teatro, la televisione e il cinema. Tra i suoi romanzi: Dalla parte del torto (Mursia), Femmina de luxe (Perdisa Pop), Io ti perdono (ColoradoNoir / Kowalski, vincitore del Premio Fedeli) e Ti voglio credere (ColoradoNoir / Kowalski). Collabora con la Rai e si occupa di approfondimento culturale per Booksweb.tv. Vincitrice del Premio Scerbanenco 2010

mercoledì 23 marzo 2011

Sette Note in Nero: Sign 'O' The Times

Esordio per la rubrica "Sette Note in Nero" curata da Alberto Cattaneo, nuovo ingresso nel nostro staff. L'idea, anche questa volta una scommessa, è uscire dagli schemi di un blog letterario e approfondire le "storie nere" raccontate e interpretate dalla musica e dai suoi grandi protagonisti. Benvenuto ad Alberto e in bocca al lupo per questo nuovo progetto, ma ora godiamoci questo primo numero di "Sette Note in Nero":

Ho deciso di inaugurare questa rubrica con il brano Sign 'O' The Times, estratto dall’omonimo album del 1987, dell’artista Prince.

Prince non è “solo” cantante dalla voce suadente, ma anche polistrumentista, produttore, cantautore, regista, attore. Forse a causa della sua versatilità viene chiamato il “genio di Minneapolis”, città degli Stati Uniti che gli ha dato i natali nel 1958.

Con quasi 20 milioni di dischi venduti e diversi riconoscimenti guadagnati, l’album è uno dei suoi lavori più conosciuti e più apprezzati. Molti sono i media che lo eleggono come uno dei migliori album degli anni 80. Un esempio è il periodico Rolling Stones, che gli riserva la posizione 93 della sua classifica dei 500 migliori album di tutti i tempi. La title track è il primo singolo estratto dall’album e uno dei motivi principali del successo.

Esiste un video ufficiale del brano, essenziale e molto colorato, che si adatta perfettamente alle parole. Forse chi ha pensato al video ha tenuto anche conto di un testo cosi crudo e delicato allo stesso tempo. Un testo che colpisce come lo schiaffo di un padre severo, ma amorevole e giusto.


I segni del tempo di cui ci parla Prince sono una serie di eventi accaduti in varie parti del mondo, uno dei quali coinvolge un suo parente. Sono gli stessi segni che oggi ci fanno stare con gli occhi piantati al televisore, ci fanno pensare alla fine del mondo, ci inorridiscono. Oggi come negli anni '80.



La prima strofa ci descrive poeticamente le morti avvenute in Francia, di un uomo magro e della sua ragazza, uccisi da una grande malattia, dal piccolo nome (A.I.D.S.). Ma ci parla anche dei The Disciples, gang formata da diciassettenni che si divertono a giocare con le pistole. E con il crack.


Trent’anni fa come oggi si abbattevano sul nostro pianeta uragani devastanti. E nella seconda strofa ci parla delle devastazioni di Annie, i cui venti scoperchiano una chiesa, provocando la morte di tutti i presenti. Una donna uccide il suo bambino perché non riesce a nutrirlo e un cugino dell'artista prova una nuova droga che lo fa impazzire. Ora fa il cavallo, canta Prince. Ma anche l'ennesimo incidente mortale di uno Shuttle è un segno dei tempi. Uomini che sembrano cercare con affannosa insistenza l'autodistruzione. Uomini che cercano la morte di altri uomini per alimentare il proprio ego, il proprio benessere. E forse per sentirsi vivi. Perché? Ripete Prince, cercando di trovare delle risposte che nessuno sa dare. Risposte che, anche oggi, non troviamo.


L'uomo prosegue il suo cammino nel degrado, nella distruzione del mondo che lo circonda. Senza via d'uscita apparente. Ma il genio di Minneapolis ha una seppur labile speranza: l'amore. La riscoperta dell'amore ci salverà. E chiude il brano incitandoci a sposarci e a riprodurci, chiamando nostro figlio Nate, nel caso sia maschio.

Chi sia Nate non ci è dato di sapere. Un nome casuale o il nome del suo cugino impazzito? E riuscirà, l’uomo, con la luce viva dell’amore, a salvare se stesso e quest’umanità malata, sfuggendo alla nerissima visione di Prince, così crudemente descritta?

E' con questi due quesiti, che vi rimando, al mio prossimo intervento su Nero Cafè.... nella speranza che facciate in tempo a leggerlo, prima della fine di tutto.


Oh yeah! In France, a skinny man died of a BIG disease with a little name
By chance his girlfriend came across a needle and soon she did the same
At home there are 17-year-old boys and their idea of fun
Is being in a gang called The Disciples
High on crack and totin' a machine gun

Time
Times

Hurricane Annie ripped the ceiling of a church and killed everyone inside
 U turn on the telly and every other story is tellin' U somebody died
A sister killed her baby cuz she couldn't afford 2 feed it
And yet we're sending people 2 the moon
In September, my cousin tried reefer 4 the very first time
Now he's doing horse - it's June

Time
Times

It's silly, no?
When a rocket ship explodes and everybody still wants 2 fly
But some say a man ain't happy unless a man truly dies Oh why?

Time
Time

Baby make a speech, Star Wars fly
Neighbors just shine it on
 But if a night falls and a bomb falls
Will anybody see The Dawn?

Time
Times


Is it silly, no?
When a rocket blows and.. and everybody still wants 2 fly
Some say a man ain't happy truly until a man truly dies
Oh why, oh why?
Sign "O" the times

Time
Time

Sign "O" the times mess with your mind
 Hurry before it's 2 late
Let's fall in love, get married, have a baby
 We'll call him Nate If it's a boy

Time
Times

Times
Time
(Nero Cafè - Alberto Cattaneo)


lunedì 21 marzo 2011

Di seta e di sangue

"Di seta e di sangue" di Qu Xiaolong (Marsilio)

 
Dal 23 marzo in libreria il nuovo romanzo di Qu Xiaolong, Di Seta e di sangue, il quinto caso dell'ispettore capo Chen Chao, della polizia di Shanghai

Una donna in qipao rosso. Qualcuno l’ha uccisa per poi vestirla con un’antica veste, simbolo dell’eleganza borghese degli anni Trenta. Un abito che la Rivoluzione culturale aveva bandito e che nella Shanghai del Duemila è tornato di gran moda. Il suo corpo viene ritrovato in città alle prime luci dell’alba, ma è solo il primo di una serie. Le indagini di un crimine che affonda le sue radici nel recente passato, tragico e tumultuoso, dell’era post-Mao, sono affidate all’ispettore capo Chen, l’unico in grado di tracciare il profilo psicologico di un serial killer che colpisce per le strade di una Shanghai sempre più frenetica e moderna, ma dove le indagini di polizia sono ancora risolutamente nelle mani del Partito.


Qiu Xiaolong, scrittore e traduttore, è nato a Shanghai e dal 1989 vive negli Stati Uniti, dove insegna letteratura cinese alla Washington University di Saint Louis. Della serie dell’ispettore capo Chen Cao della polizia di Shanghai, Marsilio ha già pubblicato La misteriosa morte della compagna Guan, Visto per Shanghai, Quando il rosso è nero, Ratti rossi, oltre al romanzo Il Vicolo della Polvere rossa.

domenica 20 marzo 2011

XXXVIII Premio Gran Giallo di Cattolica


Torna un grande appuntamento, la nuova edizione per il Premio Gran Giallo di Cattolica,  dedicato al miglior racconto giallo e del mistero, inedito e di ambientazione rigorosamente italiana organizzato dal Mystfest Festival internazionale del giallo e del mistero in collaborazione con la Casa editrice Mondadori e con il Patrocinio della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Rimini.

La giuria composta da: Mario Guaraldi, Luciana Leoni, Igor Longo, Carlo Lucarelli, Valerio Massimo Manfredi, Marinella Manicardi, Andrea G. Pinketts, Simonetta Salvetti selezionerà il racconto vincitore che verrà pubblicato nella collana Il Giallo Mondadori.

La scadenza per la presentazione degli elaborati è il 20 maggio 2011, è previsto un contributo di iscrizione di € 25. Il racconto vincitore sarà presentato al pubblico in occasione della cerimonia ufficiale di premiazione che si prevede a Cattolica nel mese di giugno o luglio 2011, all'autore del racconto vincitore verrà inoltre riconosciuto un rimborso spese forfettario di € 1.000,00 per la partecipazione al concorso.


Per maggiori informazioni, rimandiamo al sito del Mystfest

sabato 19 marzo 2011

Recensione: Dylan Dog - Dead of Night

Dylan Dog - Dead of Night di K. Munroe

Ecco una visione che il Terzo Occhio non poteva perdersi, vuoi perché un film sull'indagatore dell'incubo era atteso da anni da tutto il pubblico "dylaniato", vuoi per l'insolito exploit degli americani, interessatisi alla trasposizione cinematografica di un fumetto tutto italiano, vuoi per il coro di dissensi pervenuti da una critica sempre molto attenta alle esigenze degli spettatori. Il Terzo Occhio doveva vedere con la sua nera pupilla questa pellicola e giudicarla senza preconcetti.

Veniamo innanzitutto alle differenze plateali, già note alla vigilia della prima: l'assenza di Groucho, braccio destro di Dylan nullafacente ma dallo humour sopraffino, e di qualsiasi altro personaggio noto nella serie (l'ispettore Bloch e l'inventore strambo Lord Wells su tutti), la location diversa (non Londra ma una cupa New Orleans trasformata in un calderone di mostri), il colore del maggiolone (nero anziché bianco). Certo, di problemi questo film ne ha incontrati parecchi: il ridotto budget non ha permesso alla produzione di girare il film oltreoceano e non ha consentito di acquistare i diritti per impiegare la figura di Groucho Marx; la Disney detiene i diritti in esclusiva di utilizzo dei maggiolini bianchi per via di Herby, maggiolino protagonista di una serie di film negli anni 70-80.

Ma a fronte di queste diversità, a loro modo forzate, ve ne sono altre dettate da un riadattemento approssimativo del personaggio centrale. Dylan Dog, infatti, non è quel tipo introverso e allampanato che conosciamo, ma un giovane palestrato e spavaldo, dal grilletto fin troppo facile. Siamo abituati a un individuo riflessivo e non a un uomo d'azione come quello proposto dall'attore Brandon Routh (Superman Returns). C'è da dire poi che questo Dylan ha un passato da marito felice, mentre nella serie a fumetti nessuna donna eccetto una lo ha mai convinto a sposarsi e quel matrimonio è finito molto rapidamente e nel peggiore dei modi (vedi l'albo Finché morte non vi separi).



Apparentemente, sembra che né il regista né gli sceneggiatori abbiano mai letto un albo di Dylan Dog, poiché non sono riusciti a cogliere né la nera ironia dylaniata, né il costante risvolto morale sempre ben nascosto tra le righe di questo fumetto. Dylan Dog è, nella serie, una persona con saldi principi etici per i quali si batte strenuamente. Quest'altro Dylan è poco più di una macchietta, un bel tenebroso dal passato tragico, come ce ne sono tanti, che solo in un breve momento sembra accennare al fatto che i mostri non sempre siano i cattivi. Davvero troppo poco.
Va anche detto che forse Kevin Munroe manca d'esperienza, essendo questo il suo secondo lungometraggio dopo TMNT (Le Tartarughe Ninja).

Unica nota lieta, a nostro avviso, l'introduzione di Marcus, il nuovo assistente di Dylan, interpretato dal bravo Sam Hauntington (anche lui già visto in Superman Returns), che riesce a strappare più di una risata dal momento in cui il poveretto rimane zombificato.

Buoni gli effetti speciali anche se appare sprecato l'uso di una supercreatura alata che, nel finale, viene annientata nel giro di una manciata di secondi. Piccola perla, invece, la presenza di Peter Stormare (Prison Break, 8mm, Armageddon, Constantine) nei panni di Gabriel, vecchio amico di Dylan e capo di un clan di licantropi.


Per concludere, tra zombie, vampiri e lupi mannari, questo Dylan Dog si muove con la delicatezza di un carro armato, anziché con l'astuzia che dovrebbe contraddistinguerlo. Vi domanderete: ma allora cosa è rimasto, del vecchio Dylan? Veramente poco. Un clarinetto, un galeone mai finito, vecchie foto in un fotogramma-lampo e la violazione dell'etica professionale. Sì, avete capito, anche qui Dylan non riesce a stare lontano dalle sue clienti

Il film è godibile, se non siete appassionati del fumetto, ma è un horror nel più classico stile americano, senza infamia e senza lode. In poche parole, non è Dylan Dog.

(Nero Cafè - Daniele Picciuti)


venerdì 18 marzo 2011

From Hell: Le viscere del Bronx

"Le viscere del Bronx" di Peter Milligan e James Romberger (Panini Comics)

“Lo sapevo da quel giorno allo stretto del Bronx… Non sarei mai diventato un poliziotto. Non avrei fatto quello che si aspettavano da me.”


New York. Martin Keane ha voltato le spalle alle tradizioni di famiglia, deciso a non essere un poliziotto come il padre, il nonno e il bisnonno, e ora è uno scrittore in piena crisi creativa. Eppure, quando la moglie Erin scompare, Martin deve indagare chiedendo aiuto all’odiato genitore. Tutto sembra ricondurre allo stretto del Bronx, una desolata striscia di terra in cui il bisnonno fu barbaramente ucciso anni prima, divenuto per Erin una vera ossessione. Pagina dopo pagina, ci immergeremo insieme al protagonista negli oscuri segreti della sua famiglia e scopriremo la verità sulla moglie.

Peter Milligan, britannico, è un autore di quelli bravi. La sua carriera nel mondo del fumetto è iniziata negli anni ’80 e continua ancora oggi con grande successo.

Il tema de Le viscere del Bronx è un classico della letteratura noir thriller: non si sfugge al passato. Ovunque tu sia, tornerà a tormentarti finché non avrai la forza di affrontarlo. A volte anche con la pistola in pugno. Milligan si prende il tempo di costruire i suoi personaggi, di svelarne poco a poco i rapporti reciproci, le debolezze, le contraddizioni. Ci abituiamo alla calma apparente, al conflitto interiore di Martin Keane con il padre e con la scrittura, così che quando la moglie scompare, seguiamo con crescente tensione lo smarrimento e la febbricitante ricerca da parte del protagonista. E quando la verità emerge, il dolore che proviamo è lo stesso che prova Martin. Tuttavia in quest’opera c’è qualcosa di più. Milligan usa la crisi creativa del personaggio e il romanzo che questi sta stendendo per suggerire una riflessione sul rapporto tra vita e scrittura.

Nelle pagine di Martin ci sono le risposte inconsce ai suoi conflitti irrisolti, così come gli indizi di ciò che è accaduto e accadrà. Gli inserti del romanzo in lavorazione, comprese le note a margine fatte dal protagonista, sono il valore aggiunto di questa graphic novel. Milligan dimostra di essere abile anche nel fingere la prosa mediocre di uno scrittore in difficoltà.



Per quel che riguarda i disegni, il tratto un po’ grossolano di Romberger può far storcere il naso a qualcuno, ma il suo uso della matita e delle sfumature riesce nell’intento di dare forza e calore alla sceneggiatura.

È un’opera consigliata a chi fa lo schizzinoso e non ha ancora compreso il valore letterario di una buona graphic novel

(Nero Cafè - Marco Battaglia)


giovedì 17 marzo 2011

Incontro con Edizioni XII - Il Premio Circo Massimo e le opportunità dei concorsi letterari

Dopo il grande successo delle prime due edizioni, quest'anno il Circo Massimo originale concorso indetto da Edizioni XII, apre i battenti anche ai racconti di genere giallo, thriller e noir, affiancando la novella sezione Mezzanotte ai racconti di genere fantastico (sezione Eclissi).


A questo proposito il nostro Daniele Picciuti  ha incontrato Gabriele Lattanzio organizzatore dei premi per Edizioni XII

[Nero Cafè] Ciao Gabriele, intanto benvenuto su Nero Cafè. La prima domanda che vogliamo porti è questa: come mai la decisione di varare una sezione dedicata ai generi giallo, thriller e noir?

[Gabriele Lattanzio] Ciao Daniele, grazie. La decisione è maturata poiché volevamo dare risalto anche alla collana Mezzanotte del catalogo di Edizioni XII (i cui generi sono appunto Thriller, Noir, Pulp, Azione, Avventura). Il Circo Massimo, il nostro concorso più illustre, poteva darci questa opportunità e abbiamo optato per il cambiamento.

[NC] Parlando del Circo Massimo, come è avvenuto il suo concepimento? Quali sono state le maggiori difficoltà nel realizzarlo?

[GL] Il tutto è nato da una chiacchierata tra Daniele Bonfanti e Luigi Acerbi successivamente siamo stati io e Daniele a definire meglio il concept del concorso (sempre coadiuvati dai pareri dello staff di XII). L'idea era di lanciare un concorso che potesse raggiungere il prestigio di altri illustri predecessori, come l'Alien o il Lovecraft. Per farlo, però, c'era bisogno anche di un'idea che portasse un po' di freschezza, che stimolasse l'interesse degli autori, che avesse originalità. Il processo di creazione è stato lungo proprio per studiare questi aspetti, senza contare che anche redigere il bando (essendo il Circo Massimo molto peculiare) è stata una bella fatica.

[NC]Dalla sua creazione a oggi, quali pensi siano stati i cambiamenti più significativi?

[GL] I maggiori cambiamenti sono stati apportati proprio nell'edizione 2011, le cui iscrizioni chiuderanno ad aprile: anzitutto, come dicevi tu prima, a differenza del 2009 e del 2010 le sezioni non saranno più Fantastico e Fantascienza, ma Eclissi (che comprende Fantastico, Horror, Weird, Fantascienza, Fantasy) e Mezzanotte dopodichè abbiamo deciso di aumentare il limite di caratteri, portandolo da venti a trentamila; per ultimo, abbiamo deciso di reintrodurre la formula a gironi (nel 2010 erano previsti solo scontri diretti fin dal primo turno).



[NC] Sicuramente il Circo Massimo è un concorso innovativo rispetto alla media. Quanto pensi sia importante rinnovarsi in termine di concorsi?

[GL] Rinnovarsi è sicuramente importante. Le novità attraggono sempre, è un dogma della pubblicità. Quanto più la novità sarà intrigante tante più persone avranno interesse verso il “prodotto”.

[NC] Quali sono, a tuo avviso, i principi fondamentali su cui ogni concorso dovrebbe essere fondato?

[GL] Onestà, professionalità e trasparenza sono i princìpi cardine, specie per i concorsi a pagamento. I partecipanti hanno il sacrosanto diritto di pretendere questi tre ingredienti da parte degli organizzatori.

[NC] Nel panorama attuale, quali concorsi consiglieresti a chi volesse cimentarsi in gare letterarie? E quali, invece, ritieni vadano accuratamente evitati?

[GL] Di concorsi ce ne sono tantissimi, sia free che a pagamento, ma è importante saper scegliere bene. Di solito, quando si sceglie un concorso è importante prima documentarsi sulla sua storia, su chi c'è in giuria, sui commenti lasciati per il web da parte di chi ha partecipato, quanto prestigio abbia. Anche se si partecipa per la prima volta in assoluto a un concorso e non si è “scafati”, già leggere il bando e vedere come è redatto e strutturato può essere molto indicativo. Bisogna diffidare di quei concorsi messi su alla bell'e meglio o che chiedono uno sproposito di quota d'iscrizione o che nel passato hanno dato ampia prova di disonestà e poca professionalità. Ottimi concorsi (a parte il Circo Massimo naturalmente, posso dirlo?) sono il Nella Tela Carabinieri in giallo  Orme gialle  Algernon Blackwood Sono a pagamento ma sono concorsi validi sotto ogni punto di vista. Anche concorsi che non prevedono quota d'iscrizione lo sono altrettanto, penso al 300 parole per un incubo al  NeroPremio  per arrivare ai concorsi nati di recente, come quelli organizzati da voi di Nero Cafè  neonati ma ben curati e con ottime prospettive. Nero Cafè è ormai diventata una bella realtà nel web, il vostro staff lo trovo molto serio e preparato.


[NC] Ti ringrazio. Il nostro concorso Nero Doc è già alla seconda edizione e sta andando molto bene. Una curiosità: quali credi che siano i pregi e i limiti di un concorso "a tema" come il nostro Nero Angeli ?

[GL] É un pregio e un difetto al tempo stesso. Se da una parte escludi una bella fetta di partecipanti (poiché non interessati a quel tema) potrai però contare sicuramente su una fetta altrettanto ampia di appassionati.

[NC] Credi che sarebbe possibile creare un unico grande circuito letterario nel quale far confluire i concorsi più importanti?

[GL] Noi di Edizioni XII ci stiamo provando, visto che da poco abbiamo lanciato il Karma Tournament  una sorta di “gran premio” a tappe in cui si raccolgono punti solo se si ottengono vittorie o piazzamenti in concorsi appartenenti al circuito. Alla fine della stagione, chi ha ottenuto più punti verrà proclamato “Scrittore dell'anno” e avrà diritto a una serie di premi. Oltre ai concorsi di XII, l'attuale stagione del Karma Tournament comprende anche due concorsi esterni alla nostra casa editrice, ma già dalla prossima (che partirà a settembre) ci piacerebbe raccogliere l'adesione di altri importanti concorsi.



[NC] Grazie Gabriele per la tua disponibilità e in bocca al lupo per il futuro!

[GL] Grazie a te Daniele, e complimenti anche a tutto lo staff di Nero Cafè, buon lavoro e a presto.

[NC] Grazie Gabriele per la tua disponibilità e in bocca al lupo per il futuro!

vai alla pagina dei premi e concorsi letterari organizzati da Edizioni XII

(Nero Cafè - Intervista di Daniele Picciuti)

mercoledì 16 marzo 2011

Bram Stoker Award 2010 - le nominations


L'Horror Write Association ha ufficializzato le nominations per il Bram Stoker Award 2010.

Per il miglior romanzo (Best Novel) va in finale "Rot and Ruin" di Jonathan Maberry, opera che vedremo presto pubblicata in Italia per i tipi di Delos Books nella nuova collana Odissea Zombie Segnaliamo inoltre che una intervista con l'autore sarà a breve disponibile sul blog  Il Posto Nero

Tra le altre nominations, "A dark matter" di Peter Straub (Best Novel), "Horns" di Joe Hill,  "The folding man" di J. Lansdale (Short Fiction), "Full dark no star" di Stephen King (Collection), "To each their darkness" (Nonfiction) e "Return to Marianbronn" (Short Fiction) di G. Braundbeck, "The conspiracy against the human race" di Thomas Ligotti (Nonfiction),  "1925 A fall river Halloween" (Short Fiction) e "Dissolution" (Long Fiction) di Lisa Mannetti.

L'elenco di tutte le nominations per il Bram Stoker Award 2010 è disponibile sul sito della Horror Write Association



martedì 15 marzo 2011

Il Divoratore

"Il divoratore" di Lorenza Ghinelli (Newton Compton).

Denny ha solo sette anni, una madre tossica, un padre folle e alcolizzato, dei compagni di scuola che lo maltrattano e lo considerano pazzo. Quando è solo, per vincere il terrore inventa filastrocche inquietanti. Ha un unico amico, che si fa chiamare Uomo dei Sogni: è un vecchio crudele, trasandato, con un bastone in mano. Se qualcuno fa del male a Denny, l’Uomo dei Sogni non perdona. Arriva e vendica.

Pietro di anni ne ha quattordici. È un autistico geniale col dono del disegno. Unico testimone oculare delle aberranti sparizioni di alcuni ragazzini, Pietro fa la sola cosa che gli riesce in modo esemplare: disegna ciò che ha visto. E ciò che ha visto è agghiacciante. Nessuno gli crede, nessuno tranne la sua educatrice professionale, Alice: quei disegni le tolgono il sonno e la precipitano nell’incubo, le ricordano qualcosa che molti anni prima aveva cercato di rimuovere… Ma ora il passato ritorna e travolge. E deve essere fermato.

Onirico e spietato, Il Divoratore non dà scampo al lettore, lo trascina in un sogno angosciante e opprimente, in cui è impossibile distinguere realtà e finzione.

leggi on line un estratto del romanzo in pdf



Lorenza Ghinelli, nata a Cesena nel 1981, è diplomata in grafica pubblicitaria, fotografia, web design e montaggio digitale. Laureata in Scienze della Formazione, ha conseguito, presso la Scuola Holden di Torino, il Master in tecniche della narrazione. Autrice di vari racconti, opere teatrali e cortometraggi, ha scritto Francis degli specchi, un romanzo disegnato da Mabel Morri. Nel 2010, insieme a Simone Sarasso e Daniele Rudoni, ha pubblicato J.A.S.T. Vive a Roma dove lavora come editor e sceneggiatrice per la Taodue.

lunedì 14 marzo 2011

Al lupo, al lupo

"Al lupo, al lupo" di Karin Fossum (Sperling & Kupfer)

I miei killer sono sempre brava gente. Brava gente travolta dalla passione. (Karin Fossum). In libreria "Al lupo, al lupo" di Karin Fossum  la nuova inchiesta dell'ispettore Sejer, già protagonista de "La ragazza del Lago", da cui fu tratto il pluripremiato film con Toni Servillo e Valeria Golino. 

In un tranquillo paesino del nord della Norvegia, Lily sta preparando la cena, mentre la sua bambina dorme pacifica nella culla in giardino. E pacifica la trova il babbo al suo ritorno, tanto da approfittare di quel momento di quiete per fare sesso con la moglie, finalmente. Dopo, un' occhiata in giardino per controllare che stia ancora dormendo. La culla è coperta di sangue. Una corsa disperata all'ospedale... per scoprire che la piccola non ha assolutamente nulla. Uno scherzo terribile, al quale ne seguono altri, in una spirale che mina alle fondamenta la tranquillità del villaggio. A indagare su quanto accade è chiamato l'ispettore Sejer, questa volta alle prese con un'inchiesta davvero “sui generis”.

Karin Fossum è nata in Norvegia nel 1954, autrice di poesie e racconti, nel 1995 è passata alla narrativa con l'acclamato Evas 0ye (L'occhio di Eva), in cui fa la sua prima comparsa il personaggio dell'ispettore Sejer. Ha vinto nel 1997 il premio Glassnickeln dedicato ai migliori romanzi gialli scandinavi, seguito poi da molti altri premi internazionali. I suoi libri sono tradotti in tutta Europa, in Italia sono stati pubblicati da Frassinelli Amatissima Poona (2003), Chi ha paura del lupo? (2005), Il bambino nel bosco (2008) e Lo sguardo di uno sconosciuto, bestseller ripubblicato da Sperling & Kupfer con il titolo La ragazza del lago.

domenica 13 marzo 2011

Uomini e Spettri e Anime Buie


Presentiamo i primi due titoli pubblicati di genere horror e noir della Collana DieciLune di Bel-Ami Edizioni. Si tratta di due antologie di racconti realizzate grazie alla Selezione DieciLune di cui abbiamo parlato nel precedente post.

Anime Buie di AA.VV.(Collana DieciLune di Bel-Ami Edizioni) a cura di Luisa Gasbarri: “Il fait noir” direbbero i francesi: sta facendo buio. Le strade dell’anima rimangono illuminate dalla flebile luce di una luna sfuggente. E ognuno dei racconti di Anime buie è un passo nella lunga discesa tra i meandri del lato oscuro, frugando tra le tracce lasciate dalla memoria. Ricordi frammentati, tasselli scomposti di vissuto, visioni in attesa di essere decifrate. E una scia di oggetti, muti osservatori, testimoni involontari di storie di confine.(dalla Postfazione di Barbara Baraldi)

Autori e Racconti: Nomi e cognomi di Armando Barone, Quando ti vedo torno ragazzo di Vincenzo Barone Lumaga, CR e il lupo di Luigi Brasili, Come Zio comanda di Adriano Cantagallo, Giulia di Valeria Caristia, Facebook, mon amour! di Luisa Gasbarri, Piccoli omicidi in famiglia di Biancamaria Massaro, Nero come le formiche di Roberto Santini, Il cuore del San Lorenzo di Francesco Stefanacci, Memorie di un assassino di Nera Zen

Uomini e Spettri di AA.VV.(Collana DieciLune di Bel-Ami Edizioni) a cura di Alex Visani:  Non una raccolta di “racconti” ma di “fantasmi”. Ma sarebbe limitante circoscrivere un fantasma a una manciata di stilemi e i giovani scrittori presenti in quest’antologia sono tutto fuorché “limitati”. Bisogna, quindi, esser pronti ad affrontare gli spettri nell’accezione più ampia e ineffabile del termine. Con lo scorrere delle pagine il lettore percorrerà un viaggio nel lato oscuro della realtà e scoprirà come i fantasmi si annidino nei rimorsi, nelle incertezze, nelle nostre paure, nella violenza della strada o in quella silenziosa e strisciante della psiche di ognuno.


Autori e Racconti: Una madre e una figlia di Antonino Alessandro, Pioggia di Marco Caudullo, Legami di Simone Corà, Il buio è dentro di me di Daniele Picciuti, Quando ritornano di Matteo Poropat, Presto, molto presto di Floriana Niobe Puccini, I cuori di Flora di Francesco Rago, Il volo delle falene di Nicola Roserba, Lucifero in provetta di Francesco Stefanacci, La bella lavanderina di Andrea Viscusi


vai al sito di Bel-Ami Edizioni per maggiori informazioni

Selezione DieciLune


Nel panorama letterario attuale, una casa editrice che riservi un'intera collana a una selezione editoriale rivolta agli autori emergenti è cosa più unica che rara. Questo è ciò che fa la Bel-Ami Edizioni con DieciLune. La selezione non ha scadenza, ma rimane aperta a tempo indeterminato allo scopo di mettere assieme dieci racconti di qualità per ogni genere letterario tra quelli accettati, affiancando la singolarità dello spazio riservato a nuovi autori, alla ricerca di testi qualitativamente elevati.

 
Dal sito dell'editore:

Si ispira alle atmosfere notturne in cui nascono i sogni il nome del consolidato progetto editoriale della Bel-Ami Edizioni, DieciLune: una collana antologica finalizzata a trasformare i “sogni di carta” nella realtà della pagina stampata.

Tema libero, nessuna scadenza per presentare i manoscritti, nessun contributo economico, nessun limite al numero di testi che è possibile candidare. DieciLune non è un concorso letterario ma una vera e propria collana: un’opportunità offerta ai talenti ancora poco noti per accedere al mercato editoriale.

Per partecipare alla selezione, è necessario inviare un’e-mail all’indirizzo diecilune-narrativa@baedizioni.it con allegati:

- un racconto di lunghezza non superiore alle 10 cartelle (in formato .doc);
- una breve biografia dell’autore.

Generi letterari richiesti: Erotismo, Fantascienza, Fantasy, Noir, Orrore, Poliziesco, Rosa e Thriller. Gli autori dei racconti selezionati saranno contattati direttamente dalla Bel-Ami Edizioni.

Maggiori informazioni sul sito dell'editore: http://www.baedizioni.it/



Il DieciLune – Festival dell’Autore è una manifestazione senza scopo di lucro dedicata ai temi dell’editoria indipendente e alla valorizzazione di talenti artistici di diversi settori (narrativa, poesia, teatro, fumetto). Una formula composta di momenti seminariali, moduli professionali e laboratori creativi in tempo reale.

Ogni autore, indipendentemente dalla propria arte, avrà la possibilità di arricchirsi mediante la partecipazione a convegni, reading, laboratori e moduli professionali. L’ingresso a tutte le attività è gratuito.

Per il programma del Festival e maggiori informazioni rimandiamo al sito Festival DieciLune

Morte di una assassina

"Morte di una assassina" di Rupert Thompson (Einaudi)

Billy è un oscuro poliziotto di provincia, con un passato pieno di rinunce e amarezze, ma soprattutto segnato da una catena di delitti e torture su bambini che aveva sconvolto la sua cittadina e per la quale era stata condannata una donna. Ora l'assassina è morta, e tocca proprio a Billy vegliarne il cadavere, per sottrarlo alla curiosità morbosa e al desiderio di vendetta di un'intera comunità. Sarà una lunga notte, dominata dai ricordi personali e dalla voce della morta, che sembra non accettare il silenzio finale e insiste a voler raccontare le proprie, inaccettabili ragioni.


Rupert Thomson, classe 1955, è considerato uno degli autori inglesi piú originali delle ultime generazioni. Oltre Morte di una assassina (Einaudi, 2011) ha pubblicato: Le cinque porte dell'inferno (Bompiani 1992), Aria e fuoco (Bompiani 1995), A nudo (Passigli 2002), Il lato oscuro (Passigli 2006).

venerdì 11 marzo 2011

Concorso Nero Brand


ILoveFranchising e MilanoNera presentano la 1' Edizione del Concorso NeroBrand

IloveFranchising , rivista gratuita dedicata all'affiliazione commerciale e distribuita in 10.000 copie a colori in occasione delle principali fiere di settore, in collaborazione con il magazine MilanoNera, bandisce la prima edizione del concorso NeroBrand per spy story e legal thriller.

 
Il concorso è gratuito, ogni concorrente potrà partecipare con una sola opera con un limite di tre cartelle dattiloscritte (5400 battute spazi compresi). Il testo dovrà essere in lingua italiana, originale e inedito. Non sono ammessi adattamenti o riduzioni.

 
Il racconto andrà inviato esclusivamente come file .doc in allegato mail entro e non oltre il 30 aprile 2011 all'indirizzo commerciale@ilovefranchising.it. Nel corpo della mail andranno indicati: Nome e cognome dell'autore, indirizzo, numero di telefono, breve biografia (1000 battute) e la seguente dichiarazione:


Io sottoscritto/a.............................................. consapevole che false attestazioni configurano un illecito perseguibile a norma di legge, con la presente dichiaro che l’opera................................ con la quale  partecipo alla prima edizione del Concorso Nazionale NeroBrand è produzione del mio esclusivo e personale ingegno ed è inedita. Dichiaro di prestare il mio specifico consenso al trattamento, alla comunicazione e alla diffusione da parte Vostra dei miei dati personali per finalità inerenti alla attività da Voi svolta e ad ogni altra esigenza ad essa inerente, ai sensi e per tutti gli effetti del D.Lgs. 169/03 (legge sulla privacy). Dichiaro inoltre di aver letto tutte le norme del Bando e di accettarne espressamente il contenuto anche ai fini e per gli effetti degli artt. 1341 e 1342 del cod. civ.   

Le opere che non rispettano le caratteristiche richieste saranno escluse dal concorso, senza alcun obbligo di comunicazione da parte dell’organizzazione. Saranno esclusi dal concorso anche i testi che dovessero pervenire privi della dichiarazione di originalità.


A insindacabile giudizio della giuria, costituita da membri di entrambe le redazioni, verrà designato un vincitore il cui racconto verrà pubblicato sul sito e nel numero di maggio di Ilovefranchising, oltre che nella pagina web di MilanoNera. Il vincitore riceverà in omaggio 10 copie della pubblicazione.


L'annuncio del vincitore avverrà sulle pagine web e facebook di ilovefranchising (http://www.ilovefranchising.it/) e MilanoNera (http://milanonera.hotmag.me/) entro il 12 maggio 2011. L’organizzazione non è tenuta a comunicare ai partecipanti le valutazioni della giuria sulle opere in concorso. Non saranno prese in considerazione richieste di giudizi o pareri. 

I Love Franchising è un marchio di proprietà Hora Investimenti S.r.l.

giovedì 10 marzo 2011

Moonlight Mile

"Moonlight Mile" di Dennis Lehane (Piemme)

 «Ti ricordi di me?» Così la voce al telefono si rivolge a Patrick Kenzie svegliandolo nel cuore della notte. Una voce di donna. Nessuna presentazione, nessun giro di parole. Solo un imperativo, che suona come una minaccia: «L’hai trovata una volta. Trovala di nuovo. Me lo devi». Forse un incubo, si dice il detective al risveglio. Ma se ne scorderà presto, pensa. Invece, il mattino dopo, lei è lì, sulle scale della metropolitana, ad aspettarlo. Un volto segnato dal tempo e dalla mano dura del destino. Un volto che Kenzie aveva sperato di non vedere più.

Perché, dodici anni prima, la stessa donna gli aveva chiesto di trovare sua nipote: una bambina di nome Amanda, scomparsa nel nulla. Lui e la sua partner, Angie Gennaro, l’avevano ritrovata, restituendola alla madre, che beveva e la trascurava. E sbattendo in carcere i rapitori: persone che non volevano farle del male, bensì darle una famiglia stabile e serena. Un caso strano, in cui i colpevoli non coincidevano con i cattivi, e la cui soluzione non era stata un lieto fine. Al punto che Kenzie se l’era sempre portato dentro con angoscia. Per questo, ora che Amanda, ormai diciassettenne, pare essere scomparsa di nuovo, il detective non può tirarsi indietro. Soprattutto adesso che anche lui sa cosa significa avere una figlia. La sua ricerca sarà l’inizio di un viaggio nel cuore di un mercato squallido, dove identità e adozioni sono oggetto di traffici illeciti. Un mondo dove il bene può assumere i contorni del male, e il male quelli del bene. Un gorgo, in cui, a volte, sarebbe meglio non andare a cercare ciò che vi è sprofondato.

Dal 15 marzo in libreria

Dennis Lehane vive tra la Florida e Boston, la città in cui ha ambientato tutti i suoi romanzi. Dopo aver fatto i mestieri più disparati, si è dedicato interamente alla scrittura. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo e pubblicati in Italia da Piemme. Tra questi: La casa buia. Gone Baby Gone, diventato un film per la regia di Ben Affleck; Mystic River. La morte non dimentica, bestseller internazionale da cui è stato tratto il celebre film di Clint Eastwood, vincitore di due premi Oscar; L’isola della paura, da cui Martin Scorsese ha tratto la pellicola Shutter Island, riscuotendo un ottimo successo. Il nuovo thriller Moonlight Mile, come i precedenti, ha subito conquistato la critica e il pubblico, scalando la prestigiosa classifica del New York Times.

mercoledì 9 marzo 2011

La città dei senza nome


"La città dei senza nome" di Daniel Deep (Newton Compton)

David Spandau era uno stuntman a Hollywood. Poi, stanco del mondo dello spettacolo, ha deciso di diventare detective. Peccato che a chiedere il suo aiuto adesso sia proprio una star del cinema, l’inarrivabile Bobby Dye, giovane sex symbol in ascesa, che lo assolda per farsi proteggere da un losco personaggio, Richie Stella, spacciatore e mafioso, proprietario del club più in voga di Los Angeles.

Come tutti a Hollywood, anche Richie Stella ha una sceneggiatura nel cassetto, e minaccia di dare in pasto alla stampa una torbida storia di sesso e droga se Bobby non accetterà di recitare nel suo film. Ma la sceneggiatura è improponibile, la peggiore che abbia mai letto, e Bobby non può rischiare di bruciarsi una promettente carriera… E così, tra cocaina e ville da sogno, intrighi e minacce, agenti e registi, primedonne, gangster e prostitute, David Spandau si ritrova invischiato nell’allucinante mondo delle star, in un crescendo di suspense in cui il sangue scorre a fiotti a oliare gli intricati ingranaggi della folle macchina hollywoodiana.


Daniel Depp, sceneggiatore e produttore, è nato e cresciuto nel Kentucky. Ha scritto la sceneggiatura del filmIl coraggioso, per la quale ha ottenuto una nomination al Festival di Cannes. Fratellastro del celebre Johnny Depp e profondo conoscitore del mondo di Hollywood, vive tra la California e il Sud della Francia.


martedì 8 marzo 2011

L'unico Figlio

"L'unico figlio" di Anne Holt (Einaudi)

L'omicidio di un'assistente sociale in un orfanotrofio di Oslo e la fuga di un ragazzino testimone del fatto, sono il punto di partenza del crime 'L'unico figlio' (Demonens død - Morte del demonio) di Anne Holt, dal 22 marzo 2011 nelle librerie italiane per i tipi di Einaudi, che vedrà ancora una volta impegnata nelle indagini la detective Hanne Wilhelmsen.

In un gelido e ostinatamente plumbeo febbraio norvegese, l'arrivo di un ragazzino in un orfanotrofio alle porte di Oslo è causa di grande scompiglio. Il dodicenne Olav infatti, sottratto alla patria potestà, pare infinitamente più adulto e cattivo degli altri compagni, e tutti i tentativi di pacificarlo sembrano fallire. Quando Agnes Vestavik, la direttrice dell'orfanotrofio, viene trovata nel suo ufficio, uccisa con un coltello da cucina, e Olav è scomparso, probabilmente dopo aver assistito al delitto, Hanne Wilhelmsen, appena nominata soprintendente di polizia, decide di occuparsi del caso. Cosa che la porterà a scendere per le strade di Oslo, tra il peggior degrado ma anche nell'umanità più dolorosamente viva

lunedì 7 marzo 2011

Una prova schiacciante

"Una prova schiacciante" di Jonathan Kellerman (Fanucci)

Doyle Bryczinski viene pagato quindici dollari l’ora per sorvegliare, senza troppo impegno, un cantiere fatiscente in uno dei quartieri più esclusivi di Los Angeles. Lo ritiene un lavoro monotono e inutile, finché durante una ronda non s’imbatte nei corpi senza vita di due persone, forse due amanti. A indagare sul duplice omicidio è ancora una volta il tenente Milo Sturgis, coadiuvato dal consulente psicologo Alex Delaware, e la pista su cui i due si muovono sembra portare a una vendetta di matrice ecoterrorista, nella quale trovano spazio anche i segreti dell’architettura ecosostenibile, le tradizioni e i rituali sacri degli abitanti dello Sranil – un ricchissimo Paese asiatico pronto a investire enormi quantità di denaro negli Stati Uniti – e la gelatina vegana, un composto molto più inquietante e pericoloso di una ricetta culinaria priva di derivati animali...

Destreggiandosi in un labirinto d’indizi costruito a regola d’arte, il tenente Sturgis insegue una verità scomoda che rischia di far saltare delicati e precari equilibri di potere, e risolve con successo un caso complicatissimo, accompagnando allo stesso tempo il lettore in un thriller psicologico ricco di spunti di scottante attualità.


Jonathan Kellerman è uno degli autori di maggior successo al mondo. Esperto di psicologia clinica, ha utilizzato le proprie conoscenze in molti dei suoi romanzi, come nella serie dedicata ad Alex Delaware, di cui Ossessione fa parte. Nella sua carriera è stato insignito dei premi Goldwyn, Edgar e Anthony.

leggi on line un estratto del romanzo

domenica 6 marzo 2011

Sezione Suidici

"Sezione Suicidi" di Antonin Varenne (Einaudi)

Le «vittime» si sono tolte la vita nude e in pubblico, quasi seguissero tutte un medesimo, misterioso rituale.... Una catena di inspiegabili suicidi segna l'indagine di Guérin, l'eccentrico poliziotto, protagonista del romanzo che ha entusiasmato i lettori francesi.


La Suicidi era una corvée che alla polizia giudiziaria tutti temevano. Non una sezione vera e propria, ma una parte del lavoro che aveva una tendenza naturale a separarsi dagli altri compiti. Ogni supposto suicidio era l’oggetto di un rapporto, che confermava o infirmava i fatti. Se c’era un dubbio, si apriva un’inchiesta; quasi sempre si trattava solo di fare una crocetta da qualche parte. Se per caso si apriva una vera indagine, Guérin ne perdeva la gestione e la passava a tipi come Berlion e Savane. Le potenze gerarchiche che ti portavano alla Suicidi potevano essere ribaltate esclusivamente da forze ancora piú grandi, che non si sapeva nemmeno se esistessero. Si usciva dalla Suicidi solo per andare in pensione, passando per la depressione e una casa di riposo, oppure – e i casi erano frequenti in quel campo, piú ancora che nel resto della polizia – finendo per ficcarsi in bocca la pistola d’ordinanza.

Erano tutte opzioni che i colleghi avevano augurato a Guérin, in un ordine di preferenza variabile. Ma quello che nessuno aveva immaginato era che lui ci si sentisse come un pesce nell’acqua. Ed era successo. Cosí Guérin aveva aggiunto all’odio provato dai suoi colleghi anche la repellenza viscerale che suscitano i perversi quando, tuffandosi in ciò che a tutti ripugna, paiono dilettarsene.


Antonin Varenne è considerato l'astro nascente del noir francese. Curioso personaggio, coltissimo, giramondo e laureato in filosofia, oltre a Sezione Suicidi (Einaudi, 2011), clamoroso successo di critica e di pubblico e vincitore del Prix Michel Lebrun 2009, del Grand Prix du jury Sang d'Encre 2009 e del Prix du Meilleur Polar des Lecteurs de Points, ha pubblicato altri due romanzi.

sabato 5 marzo 2011

Recensione: Il Cigno Nero

"Il Cigno Nero" di Darren Aronofsky con Natalie Portman, Vincent Cassel, Mila Kunis

"L'unico vero ostacolo al tuo successo sei tu: liberati da te stessa. Perditi, Nina"

Con questa frase Thomas, direttore della compagnia di ballo, spinge Nina sull'orlo del baratro. Lei, già così fragile e problematica, ossessionata dalla perfezione, da una madre morbosa e da un passato di autolesionismo, iniza una caduta libera nell'abisso profondo e contorto della propria anima. È di questo che si tratta, in fondo, di un viaggio nell'anima.

Darren Aronofsky, dopo il successo di The Wrestler e un precedente artistico come il visionario The fouintain (L'albero della vita), mette in piedi un film memorabile, che non può non impressionare, da qualsiasi ottica lo si guardi.

Natalie Portman, vincitrice dell'Oscar come miglior attrice protagonista, ci trascina per mezzo dell'espressività dei suoi occhi, del suo volto scavato, nella mente di una ragazza disturbata, travolta da una fragilità e un'insicurezza che è costretta ad affrontare nel peggiore dei modi, attraverso l'interpretazione del Cigno Nero, nel quale finisce per immedesimarsi fino alle estreme conseguenze.

Il tema del viaggio interiore è affrontato con cruda maestria. La scoperta delle emozioni, della trasgressione e del sesso si esplica in una riscoperta del sé. I personaggi che Nina incontra sulla sua strada sono figure ambigue, che sembrano attirarla e respingerla insieme, minando ancor più la sua già precaria stabilità.

Vincent Cassel veste egregiamente i panni di un direttore egoista e cinico, che non esita a ferire e provocare la sua prima ballerina pur di ottenere da lei la prestazione che si aspetta. E Nina, dal canto suo, vive il rapporto con lui in modo conflittuale, amandolo e odiandolo al tempo stesso.



Mila Kunis, nella parte di Lilly, la nuova arrivata che insidia il posto di prima ballerina a Nina, diventa l'incarnazione del suo alter ego, colei che deve essere fermata a ogni costo, nonostante all'inizio anche Lilly, come Thomas, contribuisca a risvegliare la parte nera della giovane danzatrice.

Winona Ryder è Beth, l'ex-prima ballerina della compagnia, ripudiata perché ritenuta ormai "vecchia"; al di là dell'interpretazione intensa, che già di per sé merita un elogio a parte, la Ryder mette in scena un personaggio così nero da apparire minaccioso, letale perfino. La sua presenza, sebbene di fatto sia limitata a poche scene, aleggia per tutto il film come l'ala nera del cigno. La stessa metamorfosi di Nina, si arguisce, deriva in parte dalla nefasta influenza di Beth.

Anche Barbara Hershey dà il meglio di sé nel ruolo di una madre ossessiva e morbosa, che pur di proteggere Nina da se stessa, finisce non solo per allontanarla, ma le dà la spinta definitiva oltre il ciglio dell'abisso

Nina, nella doppia veste di Cigno Bianco e Cigno Nero, finisce per confondere la propria mente e il proprio cuore, vivendo una realtà fatta di allucinazioni che ne condizionano ogni pensiero e azione fino a una conclusione drammatica e toccante insieme, che consacra la giovane ballerina a star della compagnia, sia pure a caro prezzo.

Applausi e lacrime, alla fine, e lo stomaco annodato nel petto.
Il Terzo Occhio si chiude così, come si chiude lo spettacolo, sulla morte del Cigno.

(Nero Cafè - Daniele Picciuti)


venerdì 4 marzo 2011

Notte di sangue a Coyote Crossing

"Notte di sangue a Coyote Crossing" di Victor Gischler (Meridiano Zero)

Dopo la recente uscita di Black City (Newton Compton), il 26 marzo in arrivo in libreria per i tipi di Meridiano Zero il nuovo romanzo di Victor Gischler, "Notte di sangue a Coyote Crossing"

Il cadavere di Luke Jordan giace sul pianale del pick-up, i suoi occhi sbarrati incrociano quelli di Tobey Sawyer, il vicesceriffo part-time che lo ha in custodia fino al mattino, l’ultima ruota del carro del più piccolo ufficio dello sceriffo della più minuscola e insignificante contea dell’Oklahoma, Coyote Crossing. Ma quel cadavere scompare: trafugato, seppellito o resuscitato? Tobey non ne ha idea, però se non lo ritrova entro l’alba rischia il posto. Per questo si mette a caccia. Ma quella che comincia - dal tramonto all’alba - è un’apocalisse: duelli a colpi d’ascia, un traffico di clandestini nel cuore dell’Oklahoma, sparatorie all’ultimo sangue, sceriffi psicotici, triangoli amorosi, inseguimenti mozzafiato e gli indemoniati fratelli Jordan che vogliono vendicare Luke e sognano di farlo a pezzi in un’ultima sfida che profuma di O.K. Corral. E quel dannato cadavere continua a non saltare fuori…


Victor Gischler è autore di sette romanzi tradotti in varie lingue. Finalista all’Edgar e all’Anthony Award, è stato a lungo docente di Scrittura creativa alla Rogers State University, in Oklahoma, ed è sceneggiatore di fumetti per la Marvel per The Punisher, Wolverine e la serie regolare di Deadpool. Gischler vive a Baton Rouge, in Louisiana. Titoli pubblicati in Italia da Meridiano Zero: La gabbia delle scimmie e Anche i poeti uccidono. Dal 17 febbraio 2011 in libreria Dark City (Newton Compton)

giovedì 3 marzo 2011

From Hell - Speciale Rusty Dogs 2° parte

La seconda parte dello speciale Rusty Dogs. leggi la prima parte :

Prosegue la chiacchierata di Nero Cafè con Emiliano Longobardi, sceneggiatore di Rusty Dogs.


[Nero Cafè] Io vedo le strade e le periferie degradate di Rusty Dogs come rappresentazione di tutte le strade e le periferie della letteratura crime-noir. Dare un'ambientazione americana all'opera è stato automatico, o frutto di una valutazione da parte tua? In fondo anche in Italia abbiamo la nostra non invidiabile galleria di anti-eroi, gangster e degrado sociale.

[Emiliano Longobardi] Più che un quartiere periferico, quello in cui si svolgono le storie di Rusty Dogs è un teatro di strada, un luogo narrativo che vorrebbe essere simbolo proprio delle strade e dei dedali urbani di tanta letteratura (in senso lato: narrativa, fumetto, cinema, musica).  La scelta di New York, in questo senso, è programmatica e consequenziale rispetto al desiderio di percorrere un luogo dell'immaginario piuttosto riconoscibile e che fa parte del bagaglio di tutti noi, sia che venga percepito come frammento strutturale sia che venga percepito - invece - come figlio di una "colonizzazione culturale". Comunque è presente in chiunque abbia letto libri, letto fumetti, guardato film o ascoltato musica negli ultimi trent'anni in particolare.

[NC] Quindi, se ho capito bene, il ricorrere a questo luogo dell'immaginario, già consolidato nella mente del lettore, permette a chi scrive e chi legge di far riferimento a un'ambientazione acquisita, che si estende oltre i limiti delle quattro pagine di cui ogni numero è composto.

[EL] Anche, ma non solo e non necessariamente: mi piacerebbe che le storie venissero lette a prescindere e venissero apprezzate o non apprezzate a prescindere. E' più una necessità e volontà espressiva mia. Rusty Dogs è nato anche per questo, quando - più per gioco che per altro - ho immaginato quanto sarebbe stato bello se quei disegnatori si fossero cimentati contemporaneamente con quelle atmosfere e quelle ambientazioni che mi sembravano essere elettive per i loro segni e stili.


[NC] A proposito di disegnatori. Oltre all'innegabile valore di Rusty Dogs, devi essere dotato di notevoli capacità di convincimento per aver coinvolto tutti questi grandi nomi del fumetto. Ci sono altri artisti con cui ti sarebbe piaciuto lavorare, ma sei impossibilitato per qualche ragione?

[EL] Tutti e quarantadue i disegnatori che hanno accettato di partecipare al progetto l'hanno fatto per il connubio di una serie di elementi: gli è piaciuta l'idea alla base, per la stima nonostante non sia uno sceneggiatore professionista e - in alcuni casi - per un legame di forte amicizia. Riguardo i nomi che mi sarebbe piaciuto coinvolgere, sono tanti, sia italiani che stranieri, ma non c'era e non c'è un rapporto personale che mi avrebbe permesso di non essere frainteso riguardo la questione economica: tutti i disegnatori hanno accettato di partecipare gratuitamente e in quel momento si è acceso un debito di gratitudine incommensurabile con ognuno di loro.


[NC] Mi sembra che spesso il degrado sociale, morale o fisico dei tuoi personaggi sia legato a colpe imperdonabili che questi si portano dietro, e che l'estenuante attesa di una redenzione o di un riscatto li logori da dentro. Penso a storie come "Winter interior" o "La paura del buio". Anche la "religiosità" (intesa quale moto dello spirito, e non "religione", che è concetto più istituzionalizzato) gioca un suo ruolo, come in "Revolving rules" o "Il perché delle cose". Ci sarà mai Redenzione, per chi vive sulle strade che erano di Tobey Munger?

[EL] Cerco di rispondere senza "impallare" le storie con la mia presenza: il rischio è quello di dire troppo a parole rispetto a ciò che si è voluto raccontare e al modo che si è scelto per farlo. C'è sicuramente un legame fra le tre forme di degrado cui hai accennato, anche se più che di degrado parlerei di ferita o conflitto morale. E' uno degli snodi principali di tutta la narrativa noir e crime che conosco ed è alla base di un certo approccio che ho alle cose, ma ha anche una motivazione narrativa: è difficile che senza conflitto (in senso lato) possa esistere un personaggio o possa esistere una storia e - con il poco spazio a disposizione - la possibilità di dispiegare una trama vera e propria è molto molto difficile per le mie capacità e questo mi porta inevitabilmente a indagare fra le pieghe dei trambusti interiori dei personaggi. Cerco di farlo lavorando di sottrazione ed evocatività, confidando ogni volta nel fondamentale, irrinunciabile apporto che conferiscono i disegnatori: l'espressività dei personaggi, l'atmosfera, la gestione oculata dei bianchi e - in particolare - dei neri sono ciò che può realmente decretare la riuscita o meno delle storie-non storie di Rusty Dogs. Detto questo, i concetti di colpa/redenzione e religiosità sono di certo fra gli aspetti più stimolanti, ricchi di suggestioni e appassionanti che - pur da ateo - posso immaginare nel momento in cui penso a una storia.


[NC] Data la tua esperienza di lettore, scrittore e venditore di fumetti, consiglieresti qualche opera ai lettori di Nero Cafè?

[EL] Limitandomi al crime-noir direi la collana Panini Noir della Panini Comics, che già stai recensendo su Nero Cafè. A questi titoli aggiungerei obbligatoriamente "Criminal" di Ed Brubaker e Sean Phillips (come riscrivere magistralmente un genere utilizzandone il canone più archetipico), "100 Bullets" di Azzarello e Risso (un'epopea criminale da tragedia shackesperiana, sontuoso), "Scalped" di Aaron e Guéra (ambientazione splendida, trame tesissime e disegni meravigliosi) e l'italianissimo "Cassidy" di Pasquale Ruju (un bell'omaggio al crime puro molto anni '70, divertente e benissimo disegnato).

[NC] Grazie a Emiliano Longobardi per la sua disponibilità.


(Nero Cafè - Marco Battaglia)
 
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