lunedì 14 novembre 2011

Nero Cafè cambia casa!

Ebbene sì,
forse lo avevate intuito vedendo nascere il nuovo dominio, forse vi chiedevate quale scopo esso avesse. Qualunque domanda vi siate posti, ora arriva la risposta:

Nero Cafè cambia casa!

Nasce nerocafe.net, il nuovo spazio dedicato al giallo, al thriller, all'horror e al mistero.
Non spaventatevi però. Niente andrà perso! Su nerocafe.net trovate già tutti i nostri vecchi contenuti, si tratta solo di diventare un po' più "autonomi" e un po' più "maturi".
Nulla cambia per chi ci segue da sempre.
Anzi, troverete un più facile accesso ai nostri concorsi, ai contenuti in digitale di Knife, alle rubriche specializzate che ormai ben conoscete.

Per relazionarvi con noi e il nostro staff, sempre più presente è il forum, che sta aumentando utenti e visite in maniera esponenziale.

Le novità per il prossimo futuro sono ancora tante ma, come sempre, ci piace lasciarvi col fiato sospeso. D'altronde, non saremmo appassionati "di genere" se così non fosse!

Un saluto a tutti i nerocafettiani... ma giusto un cenno, perché ci trovate ad aspettarvi di là!



sabato 12 novembre 2011

Trieste Science+Fiction



E' partito, 10 Novembre, l'undicesima edizione di Trieste Science+Fiction. Fino al 13, il capoluogo friulano ospiterà cult movies e attese anteprime, grandi nomi del cinema e giovani talenti, ma anche retrospettive, classici e rarità.

Le locandine del festival.



Per proseguire con la serie di grandi nomi, che nelle scorse edizioni hanno omaggiato il festival (tra gli altri si ricordano Dario Argento, Joe Dante, Pupi Avati, Lamberto Bava, Terry Gilliam, Carlo Rambaldi....) anche quest'anno sono previsti personaggi di prim'ordine. Uno in particolare, molto noto ai lettori di Nero Cafè: George Andrew Romero! Oltre ad essere l'ospite d'onore, il regista di La notte dei morti viventi riceverà l'Urania d'Argento, premio alla carriera realizzato in collaborazione con la casa editrice Mondadori. La versione "director's cut" del già citato capolavoro horror, verrà proiettato venerdi' in versione originale, sottotitolata.
Una delle caratteristiche del festival, che si evince anche dal nome stesso, è la commistione tra finzione e scienza. L'avvio è affidato alla scienza con Abdus Salam. The Sream of Symmetry, il documentario sulla vita del celebre scienziato.
Altra curiosa anomalia è "La Cappella Underground", sede dell'omonima associazione, che organizza l'evento. Una cappella sconsacrata, è infatti un luogo anomalo e suggestivo, per questo centro, che si prefigge di promuovere il cinema di genere. Un luogo Nero di Trieste, che ci auspichiamo di visitare un giorno, anche per il consistente archivio di titoli di genere in vari formati.
Maggiori informazioni qui http://www.scienceplusfiction.org/

giovedì 10 novembre 2011

I Racconti del Sangue e dell'Acqua (di Daniele Picciuti): presentazione a Roma

Sabato 12 novembre 2011 la Bel-Ami Edizioni presenterà a Roma la raccolta di racconti horror dal titolo I racconti del Sangue e dell’Acqua di Daniele Picciuti (v. scheda).
 
L'appuntamento è alle ore 18.00, presso la libreria Altroquando in Via del Governo Vecchio, 80, 82, 83 (zona Piazza Pasquino). 

La casa editrice Bel-Ami Edizioni presenterà il volume dal titolo I racconti del Sangue e dell’Acqua, opera del nostro nerocafettiano Daniele Picciuti. 

Tredici storie sospese tra realtà e incubo.  

Un viaggio nell’Italia misteriosa attraverso un doppio ciclo vitale. Il sangue, linfa dell’uomo e di ogni creatura animale, e l’acqua, fonte prima dell’esistenza di ogni forma di vita sulla Terra. Tredici storie si dipanano sospese tra la realtà e l’incubo, a volte trasformando le paure e le debolezze umane in vicende a tinte cupe, dal sapore lovercraftiano, a volte strisciando attraverso le tare della mente – giocando con le apparenze – fino a sviscerare i mali dell’anima. A volte semplicemente mostrando ciò che è nascosto, ciò che l’uomo non può o non vuole vedere.



martedì 8 novembre 2011

Lorenzo Marone vince il Nero Lab - II Edizione

La nostra giurata eccellente, Barbara Baraldi, ha letto accuratamente i quattro racconti finalisti dell'edizione di ottobre, arrivando a decretare, non senza difficoltà, quello vincitore:

Ollìnn (di Lorenzo Marone)

Di seguito, il commento della nostra Barbara:

«La narrativa è fatta dai personaggi, e Ollìn è uno che lascia il segno».

Complimenti agli altri autori, che si sono contesi la vittoria sul filo del rasoio, rendendo piacevole la lettura alla nostra giurata, rimasta indecisa fino all'ultimo su dove far pendere l'ago della bilancia.

E complimenti a Lorenzo Marone, che entra di diritto a far parte dell'antologia del Nero Lab.





lunedì 7 novembre 2011

Maurizio Bertino vince Minuti Contati (XXII Edizione)

- Il Signor "Aguzzino"?
Guardo attraverso il budello steso ad asciugare. Un demonietto fetido si piega su se stesso, sgranando gli occhioni cerulei. La mano ossuta mi tende una lettera sbruciacchiata.
- Che vuoi, verme?
Quello si accartoccia ancor più e attacca a tremare. La letterina trema tra le sue dita come se contenesse un vibratore acceso.
- I...i... risultati... Sua Eminenza.
Mi alzo dalla mia sedia di carne umana purulenta e avanzo seccato verso quell'essere ripugnante.
Gli strappo la lettera dalle mani e per tutta risposta quello fa un salto, gemendo.
- Dileguati, scarabocchio!
Il disgustoso umanoide non se lo fa ripetere e in breve sparisce dalla mia vista, lasciandosi dietro un fetore che sa di uova rancide e muffa.
Consulto i punteggi. Pare tutto a posto. D'altronde, se così non fosse, mi toccherebbe mettere al rogo qualcuno.
È ora di enunciare i risultati finali, dunque.


PODIO

1. Troll fastidioso, di Maurizio Bertino: 54 punti (ore 21.50)
2. Un povero mostriciattolo, di Attilio Facchini: 54 punti (ore 21.59)
3. Un cranio è una testa vuota, di Marco Migliori: 55 punti

RANKING ZONE

4. Battuta di caccia, di Luca Romanello: 61 punti
5. Amazzonia, di Nerina Codamozza: 64 punti
6. Orchetti smarriti, di Andrea Viscusi: 68 punti

ALBO D'ORO

7. Riserva di caccia, di Giuseppe Agnoletti: 99 punti
8. L'apparenza inganna, di enrica Aragona: 100 punti
9. Si chiude la stagione di caccia, di Ariele Agostini: 101 punti
10. Troll, di Chiara Paci: 109 punti
11. Samus Aran, di Paola Preziati: 114 punti
12. La trappola, di Patty Barale: 128 punti



domenica 6 novembre 2011

Nero Lab: i finalisti di ottobre (II Edizione)

Anche la seconda edizione del Nero Lab si è conclusa e la giuria, dopo ampia discussione, ha raggiunto il verdetto.
L'alta qualità degli scritti di ottobre ha contribuito a rendere più serrata la lotta ai tre posti disponibili per la finale, tanto che un pari merito ha consentito a ben quattro racconti di conquistare l'accesso alla fase ultima del concorso.

Ed ecco, in rigoroso ordine casuale, i quattro finalisti:

Assaggia. È per te (di Enrica Aragona)
Progetto Galileo (di Luca Pagnini)
Ollìnn (di Lorenzo Marone)
Un altro nano (di Maurizio Bertino)

Ed ora la parola alla nostra giurata eccellente, Barbara Baraldi, per l'esito finale.



giovedì 3 novembre 2011

Tohorror Film Fest


Si svolgerà dal 8 al 12 Novembre a Torino, il Tohorror Film Fest. 
Attese anche qui schiere di non-morti su grande schermo e spettatori, opportunamente truccati. 
La città piemontese è universalemnte conosciuta come la capitale del mistero ed è proprio il caso di dire, che il terrore torna a casa per l'undicesima volta. 
Nato nel 1999 da un'idea di Marco Gasparino e Pino Chiarappa, è divenuto uno dei festival di genere più importanti di Italia. Ha ospitato in questi anni illustri protagonisti del thriller e dell'horror, come Dario Argento, Massimo Picozzi, Sergio Stivaletti, Federico Zampaglione, Ivan Zuccon, Claudio Simonetti e molti altri. 
Il Tohorror Film Fest comprende anche prime cinematografiche, monografie, maratone cinematografiche notturne e poi ancora spettacoli teatrali e di danza, performance, mostre di quadri, fumetti, locandine e fotografie, laboratori, dibattiti, incontri con gli autori, presentazioni di libri, visite notturne ai luoghi della Torino Misteriosa, visite al Museo di Scienze Naturali, al Museo di Antropologia, al Museo Lombroso, concerti e party furiosi. 
Fenomeno zombie protagonista di serate a tema e la premiazione del "Best Zombie 2011", dedicato ai più spaventosi trucchi dei partecipanti. 
Di seguito la prima puntata del videocast "Road To Horror":
Per gli altri video e il programma completo, vi rimandiamo al sito ufficiale:


martedì 1 novembre 2011

Bando Nero Zombie

L’Associazione Culturale Nero Cafè indice il bando di concorso Nero Zombie, selezione letteraria per romanzi di genere Horror aventi come tema gli zombie, altrimenti detti morti viventi
Le opere dovranno avere una lunghezza compresa fra 150.000 e 300.000 caratteri spazi inclusi. 
Romanzi che divergeranno dai suddetti limiti di poche migliaia di caratteri potranno essere ugualmente accettati a giudizio insindacabile della Redazione.
L'iscrizione al concorso è gratuita, ma riservata ai soli soci Nero Cafè.

Per associarsi, è possibile sottoscrivere due tipi di quote:
- la tessera White, che dà diritto a due numeri cartacei del magazine Knife, accesso ai concorsi riservati ai soci e ai Servizi editoriali, sconto del 10% su tutte le iniziative dell'Associazione (corsi, workshop, seminari ecc.).
- La tessera Black, che dà invece diritto a quattro numeri cartacei del magazine Knife, accesso ai concorsi riservati ai Soci, sconto del 20% su tutte le iniziative dell'Associazione (corsi, workshop, seminari ecc.) e sui Servizi Editoriali. Per ottenere maggiori informazioni e/o versare le quote, accedere direttamente al sito: http://nerocafe.net.

Gli elaborati dovranno essere inviati entro e non oltre il 31 maggio 2012. 
Il romanzo vincitore - decretato a giudizio insindacabile della giuria (formata da elementi della Redazione di Nero Cafè) - verrà pubblicato da Nero Press, il marchio editoriale di Nero Cafè, tramite regolare contratto di edizione.



sabato 29 ottobre 2011

Zombie Walk: a spasso con gli Zombie

Che camminano lo sappiamo, ce l’ha detto Darabont nella sua fortunata serie The Walking Dead (della quale abbiamo ampiamente parlato in questo articolo), ma trovarsi circondati da non morti che in massa attraversano le strade della nostra città potrebbe essere un’esperienza davvero singolare. 
Eppure non è impossibile. 
Le zombie walk, passeggiate zombie, sono ormai una realtà in tutti gli angoli del globo. Manifestazioni a metà strada tra la parata di carnevale e il corteo di protesta, nella quali tutti i presenti, o almeno quelli più di spirito, se ne vanno in giro conciati come i non-morti. Dagli abiti al trucco, chiunque può trasformarsi nel suo alter ego zombie. 
Ma come è cominciato tutto questo e perché? E come è cambiato il fenomeno negli anni? 
La prima zombie walk è stata fatta a Toronto nel 2003. Sei partecipanti, vestiti come i loro personaggi zombie preferiti, vagavano per le strade senza alcun intento particolare, solo per il divertimento proprio e di chi stava a guardarli. Senza fare una rassegna puntuale dell’evoluzione del fenomeno basta sapere che all’ultima zombie walk di Toronto, i partecipanti erano ben settemila. 
In verità, già nel 2001 era stata organizzata una marcia zombie a Sacramento ma in quel caso l’idea non era nata dalla libera associazione delle persone, bensì per intenti pubblicitari: la zombie walk serviva a promuovere il festival annuale The Trash Film Orgy
Perché allora si considera come primo esempio di Zombie walk quella di Toronto? 
La risposta è semplice. Sono la libera partecipazione e la condivisione di un ideale a rappresentare il fulcro di queste manifestazioni che diventano espressione del “potere della massa”. 
Diciamocelo chiaramente, uno zombie da solo non fa paura a nessuno, un fiume di non-morti invece sì. 
Basta guardare al cinema per capire. Nessuno zombie assassino o serial killer ma sempre gruppi di mostri riuniti in orde fameliche. Insomma, la figura dello zombie rappresenta alla perfezione l’idea della fratellanza, dell’unione, della condivisione di obiettivi e ideali. In negativo, ovviamente, con connotati che affogano nel sangue e nel disfacimento, ma pur sempre pieni di significato. 
È per questo motivo che le zombie walk, nel tempo, si sono evolute sempre più in tal senso, diventando un modo per protestare contro i mali sociali in una maniera un po’ originale, mostrando alla collettività la capacità della massa di darsi un ordine e un’identità. Questo senso di aggregazione è dato anche dalle modalità organizzative comuni a molte delle manifestazioni senza distinzione di tempo, spazio e luogo. 
Le “zombie call”, le chiamate, si diffondono attraverso internet, i blog, i social network, Sono rari i casi in cui l’organizzazione sia esplicita e presente con nomi e persone, il più delle volte anche i “leader” preferiscono rimanere anonimi proprio per sottolineare il grado di appartenenza a un’“orda indifferenziata”. In questo senso esiste un certo grado di affinità con i flash mob. Si fissano luogo, giorno e ora, solo che, invece di essere nudi o intentare una spietata lotta coi cuscini, qui ci si presenta zombificati. 
Il fenomeno è talmente diffuso oltreoceano che gli italiani, da sempre grandi importatori di mode made in USA, non hanno tardato ad appropriarsene. E così, dopo Halloween e il trick or threat ecco fiorire anche da noi l’usanza delle zombie walk
Il primo esperimento in tal senso è stato fatto a Roma nel 2007, una partenza in sordina così come in sordina è stato il bis di Torino l’anno dopo. Bisogna aspettare un paio d’anni perchè le zombie walk italiane acquistino un loro peso. In questo, l’utilizzo dei mezzi di diffusione online ha giocato un ruolo importantissimo. È tramite facebook e i blog che il fenomeno si diffonde. Anche nel nostro Paese, infatti, il metodo delle “chiamate” sembra funzionare alla grande e dal 2010 in poi sono sempre di più le città che accolgono gruppi deambulanti di zombie a vagare per le loro strade. 
La particolarità delle zombie walk italiane, da quelle più improvvisate a quelle che ormai hanno una struttura organizzata alle spalle e sono diventate un appuntamento annuale molto atteso, è la protesta aperta ed esplicita verso la condizione dei giovani. Quasi sempre il leit motiv della parata si basa su idee del genere “questa città è un mortorio”, pensiero che viene esplicitato nei materiali informativi e che ha avuto il suo culmine nella zombie walk di Reggio Emilia con il suo grosso richiamo di pubblico e l’elevata risonanza sui mezzi di comunicazione. Uno sguardo al sito www.reggiozombies.com, basta per rendersi conto di quello che sto dicendo. Già la testata mostra una bella lapide con su scritto "Città mortorio" e ovunque spicca l’accusa a una città che non fa nulla per i giovani. Ci pensano allora i giovani stessi a fare qualcosa: protestano il loro disagio in maniera innovativa, prendendosi sul serio ma nemmeno troppo. 
Non resta che tenere gli occhi aperti e le orecchie all’erta… la chiamata prima o poi arriva! 

(Laura Platamone)

Rot & Ruin, di Jonathan Maberry

Romanzo finalista al Bram Stoker Award e vincitore di altri prestigiosi premi come il Dead Letter Award, il Cybilis Award e il Melinda Award, più che un libro sugli zombie, Rot & Ruin può essere considerato un vero e proprio spaccato sociale, che strizza l’occhio a quel mondo post-apocalittico tipico di film come Mad Max e Resident Evil.
Ma le differenze, a livello di soggetto, sono notevoli.
Tanto per cominciare, nella storia di Maberry non ci sono eroi votati all’azione o al “coattismo” spudorato. C’è un ragazzino, Benny Imura, che all’inizio è quanto di più fastidioso ci si possa ritrovare davanti, un piccolo arrogante capace solo di giudicare gli altri, ma incapace di farlo con obiettività. Tom, fratello di Benny e rinomato Cacciatore di zombie, ai suoi occhi non è altro che un vigliacco, che ha lasciato morire la madre senza muovere un dito per salvarla.
I miti di Benny sono altri, quel Charlie occhio-di-vetro ad esempio, o il suo socio Motor city Hammer, così spavaldi e divertenti, le loro gesta sono raccontate perfino sulle Zombie Card. Peccato che, Benny lo scoprirà a sue spese, si tratti di persone poco raccomandabili.
L’avventura di questo ragazzino è una sorta di viaggio iniziatico che segna il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Questo tratto del romanzo ricorda molto opere statuarie come It di Stephen King, anche se le “dimensioni” qui sono molto più ridotte.
Da sempre chiusa nella piccola cittadina di Mountainside, la gente non è più abituata a pensare con la propria testa. Nel loro piccolo, i cittadini si sentono sicuri. Non sanno quale orrore si nasconde là fuori, nel territorio di Rot & Ruin. E non si tratta solo dei morti che vagano senza sosta, affamati. Si tratta del rispetto per la vita, della dignità umana, della compassione. Valori che tutti sembrano aver dimenticato, a eccezione di Tom Imura. È così che Benny inizia a comprendere perché suo fratello sia tenuto in così alta considerazione da tutti, a Mountanside, perfino dal sindaco.
Le Zombie Card, l’allegra spensieratezza dei suoi amici Lou Chong e Morgie, la bellezza diafana di Nix, che ha un debole per lui da sempre, tutto sfuma e perde consistenza mentre si rende conto del significato delle cose, che prendono improvvisamente forme nuove.
Così Benny viene a conoscenza, grazie a Rob Sacchetto, artista dell’erosione, di ciò che successe veramente la Prima Notte, quando i morti cominciarono a “tornare”. Da suo fratello inizia ad apprendere i segreti della “chiusura”, come Tom ama chiamare le uccisioni di zombie su commissione, cominciando a riflettere sul loro vero significato.
Benny si trova a dover toccare con mano le attività illegali e amorali di Charlie occhio-di-vetro e della sua banda di cacciatori fuori di testa, tutto questo mentre si scatena la ricerca alla Lost Girl, la ragazza leggendaria che da sempre tutti cercano senza riuscire a trovare.
Per Benny, dopo tante domande, cominciano a fioccare le risposte, anche quando non vorrebbe averne. Ma, si sa, con la crescita e l’apprendimento, una vita può cambiare per sempre.
Con questo libro Maberry riesce a divertire, commuovere, appassionare il lettore. E lo invita a pensare. Lo costringe, quasi. A quali siano i veri mali della società, che non è necessariamente quella di Mountainside, ma la nostra, perché Rot & Ruin non è che un miraggio, una possibilità di un futuro verso cui dirigerci, fin da adesso, mentre leggete le righe che sto scrivendo.
Nel complesso si tratta di un bel romanzo, fresco, godibile, che trascina nella lettura senza quasi mai annoiare. Il Terzo Occhio socchiude la sua palpebra, soddisfatto.

(Daniele Picciuti)

venerdì 28 ottobre 2011

"Zombie Institute for Theoretical Studies", fra scienza e teatro

Si tratta di uno scherzo, una “sciarada”, ma davvero perfettamente orchestrata. 
Navigando sul sito ufficiale www.zombiescience.co.uk si nota infatti come lo “Zombie Institute for Theoretical Studies”, ente ovviamente fittizio, abbia partner, patrocini e supporter di una certa autorevolezza, primi fra tutti l'Università di Glasgow e il Festival scientifico della stessa città scozzese. 
Cosa è quindi lo “Zombie Institute”? 
Come dice  il nome stesso, si tratta di un ente di “ricerca” e divulgativo che studia la scienza “vera” che si cela dietro i non-morti. Capo dell'istituto è il Dottor Austin che, come si legge nella sua nota biografica, è un noto “zombologo” (o “zombista”?) nato a Aberdeen e che subito è entrato nel mondo dei non-morti, studiandoli in giro per il mondo e in particolare in Papua Nuova Guinea. 
Il Dottor Austin, come ogni accademico che si rispetti, organizza corsi sull'argomento, lezioni in giro per la Gran Bretagna, prepara materiale didattico e libri di testo, fa parte di commissioni d'esame e di laurea in “Zombologia”. 
Tutto questo e quant'altro è possibile leggere e scaricare dal sito ufficiale, così come conoscere le date delle lezioni aperte al pubblico. Una speciale sezione permette anche di accedere agli esami on-line, divisi in due livelli, che consentono di ricevere il diploma, certificato, di esperto in studi sugli zombie. 
Chi scrive ha avuto occasione di assistere a una lezione del Dr. Austin in occasione del Science Festival di Glasgow nel giugno 2011. La lezione si sviluppa come un mix di serietà e divertimento, di ilarità e di elementi propri degli appassionati di horror con altri che appartengono effettivamente alla comunità scientifica. Slides e power point si alternano con battute e citazioni, rendendo il tutto un gustosissmo spettacolo di 45 minuti, con vere e proprie performance teatrali interattive, capaci di intrattenere, ma anche di parlare realmente di scienza nelle sue varie sfaccettature, dalla fisica alla biologia, per finire  con la medicina e la genetica. 
Per maggiori informazioni: www.zombiescience.co.uk

(Armando Rotondi) 


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